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SINTOMI E DISTURBI

DELLA GRAVIDANZA

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La gravidanza è un momento fisiologico della vita della donna, nel corso del quale l’organismo materno va incontro a notevoli modificazioni in tutti suoi apparati. Ciò comporta che, pur non andando incontro a vere situazioni patologiche, la gravidanza può causare una serie di disturbi, più o meno marcati, che possono talora turbare la tranquillità della donna.

Non vanno poi dimenticate le ovvie problematiche psicologiche che la gravidanza comporta, e nei confronti delle modificazioni fisiche e sociali cui la donna va incontro, e nei confronti del benessere fetale o sulla possibilità di anomalie fetali.

  • Disturbi della gravidanza

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  • Nausea e vomito

    Molte donne sono disturbate nel primo trimestre di gravidanza da frequenti episodi di nausea e talora vomito, specialmente al mattino. Ciò comporta spesso una riduzione dell’alimentazione con conseguente calo di peso. Tali disturbi sono spesso stimolati da odori marcati di sostanze non solo alimentari. Non è nota con certezza la causa di tali sintomi, anche se sono state formulate diverse ipotesi per spiegarne l’ origine (cause psicologiche, ormonali, ecc.). Nella maggior parte dei casi per far fronte a tali disturbi non è necessario alcun trattamento farmacologico, ma sono sufficienti alcuni accorgimenti volti a rimuovere gli stimoli scatenanti.


    Pertanto si consiglia di evitare l’esposizione a odori molto marcati e fastidiosi, mangiare alimenti di facile digeribilità, in quantità modeste, e prevalentemente asciutti. consumare pasti piccoli e frequenti, evitare l’ ingestione abbondante di liquidi.


    Nella maggior parte dei casi tali accorgimenti sono sufficienti a dominare la situazione. Nei casi più marcati, il vomito ripetuto e l’assenza di alimentazione possono giungere a compromettere il benessere della donna, con scadimento delle condizioni generali e alterazioni metaboliche (svelate da alterazione di parametri ematochimici). In tali casi è indicato il ricovero ospedaliero per provvedere all’idratazione per via endovenosa della paziente e monitorarne le condizioni generali.

  • Alterazioni della pigmentazione cutanea

    In questo periodo della gravidanza alcune zone cutanee (linea alba addominale, areole mammarie e parte del viso) vanno incontro a un aumento della pigmentazione. 


    Questo segno non ha significato patologico, e solitamente si risolve spontaneamente dopo il parto.

  • Varici ed emorroidi

    Si verificano più frequentemente nelle persone che vi sono costituzionalmente predisposte o con familiarità per questo problema.


    Concorrono inoltre al manifestarsi delle varici l’azione ormonale del progesterone, e l’ abitudine (o la necessità per lavoro) di mantenere la stazione eretta per tempo prolungato.


    Per le varici degli arti inferiori è raccomandabile l’uso di calze elastiche e, quando possibile, riposare con le gambe leggermente sollevate rispetto al piano del letto, per favorire il ritorno venoso. 


    Le emorroidi si manifestano frequentemente in gravidanza. Ciò dipende, oltre che dall’azione del progesterone sulle pareti venose, anche dalla frequente tendenza alla stipsi in gravidanza.

  • Scialorrea e ptialismo

    In alcune donne possono associarsi alla nausea e al vomito scialorrea e ptialismo. Tali disturbi sono la conseguenza di una difficoltà di deglutizione della saliva e talora ad un vero e proprio aumento di produzione della saliva. 


    Non è nota la causa di tali disturbi, nè esiste una terapia efficace. Tali disturbi cessano spontaneamente.

  • Tensione mammaria e secrezione di latte

    Già dalle prime settimane di gravidanze si assiste ad un aumento di volume del seno, con conseguente tensione mammaria spesso fastidiosa e talora dolorosa. 


    Già dalla metà della gravidanza molte donne notano una secrezione lattescente dai capezzoli. Tale segno non va considerato patologico, ma è la conseguenza della iniziale preparazione della mammella all’allattamento.

  • Lombalgia (mal di schiena)

    In gravidanza per effetto dell’aumento di volume dell’utero si verifica una accentuazione della lordosi lombare finalizzata al mantenimento di una corretta posizione eretta. 


    Ciò può comportare un aumento di lavoro della muscolatura lombare e in particolare dei muscoli paravertebrali, con conseguente comparsa di una fastidiosa lombalgia. Spesso questa situazione può comportare una vera e propria sciatalgia, talora molto dolorosa. 


    Questi sintomi regrediscono poi spontaneamente nei giorni e settimane successivi al parto.

  • Pubalgia

    Nel terzo trimestre di gravidanza, per effetto dell’aumento di volume dell’utero, e della conseguente maggior distensione del diaframma, si viene a creare un’ernia jatale transitoria, con significato puramente funzionale. Ciò causa con facilità il reflusso del contenuto gastrico nell’esofago. 


    Ne deriva, a causa dell’acidità del contenuto gastrico, una fastidiosa sensazione di rigurgito acido. Per prevenire la comparsa di tale disturbo è consigliabile non sdraiarsi dubito dopo il pasto, per evitare che la posizione supina favorisca il rigurgito. All’occorrenza l’uso di farmaci antiacidi può arrecare un certo sollievo.

  • Rigurgito gastro-esofageo

    Nel terzo trimestre di gravidanza, per effetto dell’aumento di volume dell’utero, e della conseguente maggior distensione del diaframma, si viene a creare un’ernia jatale transitoria, con significato puramente funzionale. Ciò causa con facilità il reflusso del contenuto gastrico nell’esofago. 


    Ne deriva, a causa dell’acidità del contenuto gastrico, una fastidiosa sensazione di rigurgito acido. Per prevenire la comparsa di tale disturbo è consigliabile non sdraiarsi dubito dopo il pasto, per evitare che la posizione supina favorisca il rigurgito. All’occorrenza l’uso di farmaci antiacidi può arrecare un certo sollievo.

  • Tunnel carpale

    A causa della ritenzione idrica (che entro certi limiti può essere considerata fisiologica in gravidanza) si può verificare una compressione del nervo mediano nel canale carpale. Ciò comporta dolenzia alle mani, con sensazione di formicolio e ridotta sensibilità. 


    In genere tali disturbi regrediscono spontaneamente dopo il parto, in quanto secondari a modificazioni fisiologiche legate alla gravidanza.

CONCLUSIONI
Come già è stato annunciato nella premessa, la gravidanza pur restando nel fisiologico, può essere causa talora di disturbi che possono in varia misura preoccupare la donna. Spesso tali disturbi non sono legati a vere e proprie complicanze. 

È comunque consigliabile che la donna di fronte a qualche motivo di preoccupazione consulti sempre il proprio medico di fiducia, il quale, dopo aver escluso l’eventuale esistenza di situazioni patologiche, potrà rassicurare la paziente spiegandole il significato, talora puramente funzionale, dei sintomi riferiti.

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