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Sesso e futuro: 

nel 2007 un quadro a tinte fosche raffigura i bambini e gli adolescenti italiani

(PagineMediche.it - 6.12.2007)

 

 

La pillola del giorno dopo fa boom. Solo in Italia ne vengono vendute mille al giorno, nel periodo compreso tra il giugno del 2006 e il luglio del 2007 sono state acquistate 356mila confezioni di pillole del giorno dopo e negli ultimi sette anni si è registrato un incremento delle vendite pari al 59%.
L’identikit dell’acquirente tipo? Nel 55% dei casi ha meno di venti anni, il rimanente è rappresentato da donne tra i 20 e i 50 anni. E’ la conferma che le donne, soprattutto le giovanissime, non hanno alcuna idea della contraccezione o non se ne vogliano preoccupare: all’occorrenza c’è la pillola del giorno dopo. Una soluzione che viene ormai utilizzata come un comune contraccettivo ignorando che si tratta di una bomba di ormoni per l’organismo. E’ la dimostrazione che l’educazione sessuale e contraccettiva è fallita e che le giovanissime si espongono ad una vita sessuale non protetta, non solo da gravidanze indesiderate ma anche da malattie trasmesse sessualmente. La conferma di questo trend in negativo sta nei dati relativi alle vendite del preservativo - aumentate dal 1995 al 2005 di soli duemila pezzi – e nell’incremento dell’incidenza di malattie sessualmente trasmesse come la clamidia che oggi colpisce un numero di donne fino a sei volte superiore.

Gli esperti sono concordi: l’abuso della pillola del giorno dopo non è che una delle tante facce della stessa medaglia. La sessualità inconsapevole e incosciente è uno degli aspetti che caratterizzano gli adolescenti italiani. L’allarme viene da più parti. E’ solo di qualche giorno fa la denuncia del Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, che rendeva noto che in Italia si registra un pericoloso fenomeno in crescita: i bambini giocano a dadi o d’azzardo cifre molto alte e pagano i debiti mettendo su un vero e proprio mercato della baby-prostituzione. Si tratta di un’emergenza che interessa, secondo le stime dell’Interpol, un numero variabile tra i 18.000 e i 23.000 bambini, italiani e stranieri.

Il problema non è solo legato a fenomeni criminali e al di fuori della legalità, ma è di tipo sociale. Da una recente indagine condotta nel 2006 dalla Società italiana di pediatria su 1251 bambini tra i 12 e i 14 anni emerge un quadro a tinte fosche. Le domande poste ai ragazzini erano del tipo “cosa vuoi fare da grande?”, “quali giornali si leggono a casa tua?”, ma anche “hai mai visto un amico ubriaco?”: quesiti semplici, agghiaccianti le risposte. La risposta più frequente data dalle ragazzine alla domanda sul proprio futuro professionale è “voglio fare la velina”, seguito subito dopo da un avvilente “non so”. Scorrendo le risposte date al questionario c’è da rabbrividire: il 37,4% del campione ha risposto sì alla domanda “hai mai visto un tuo amico ubriaco”, il 44,3% ha detto di conoscere qualcuno nella propria cerchia di amici che fuma le canne, tre bambini su quattro hanno dichiarato di fare cose che sanno essere pericolose (ubriacarsi, uscire da soli la sera, assumere farmaci, bere superalcolici e avere rapporti sessuali non protetti).

La sessualità resta un aspetto davvero inquietante di questa fotografia degli adolescenti italiani. Ad aggiungere legna sul fuoco arriva anche un recente Rapporto realizzato da Eurispes e Telefono Azzurro. Il 49,1% degli intervistati ha ancora un’idea romantica del sesso, considerato come un’espressione dell’amore, ma per il 14,8% non è che un’esigenza naturale e per l’11,3% la conseguenza dell’attrazione fisica tra due persone.

 

 

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