Farmaci in Gravidanza

Dott. Giovanni Zerlotin - Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Trento - Centro Servizi Sanitari Via Lunelli, 32 - tel. 0461 828485
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Un problema che ci si pone frequentemente nel corso del gravidanza è il rischio legato alla eventuale assunzione di farmaci, la quale può essersi verificata già nel corso della gravisanza o spesso in prossimità del periodo del concepimento. E’ infatti noto che vi sono farmaci il cui utilizzo è sconsigliato in gravidanza, per il rischio di un possibile danno a carico del feto.

Tale problema può presentarsi in diverse circostanze:

  • Donna che non ha programmato la gravidanza:

dato che spesso una gravidanza si verifica casualmente (senza cioè che sia stata preventivamente programmata) è bene utilizzare farmaci solo se strettamente necessari. Ciò è particolarmente importante per la donna che non usa un sistema contraccettivo sicuro, e che quindi deve prevedere l’ eventualità di una gravidanza.

Se il farmaco da utilizzare è sicuramente controindicato in gravidanza, prima di iniziare la terapia è opportuno verificare l’ esistenza della gravidanza. Prudenzialmente può essere opportuno fare la terapia nel periodo successivo alla comparsa della mestruazione; in tal caso infatti il verificarsi della mestruazione escluderebbe la gravidanza.(es: i retinoidi per l’acne cistica, la warfarina come anticoagulante, l’acido valproico per l’epilessia).

  • Donna che sta cercando la gravidanza:

è bene utilizzare farmaci solo se strettamente necessari e di provata efficacia. La terapia va sospesa, se rischiosa per il feto, appena si accerta l’ esistenza della gravidanza. Qualora invece fosse assolutamente necessario continuare la terapia anche in gravidanza (ad esempio nella donna in terapia antiepilettica) va scelto il farmaco meno rischioso per la gravidanza. Va ricordato che per alcuni farmaci, se si programma una gravidanza, è opportuna la sospensione della terapia anche alcuni mesi prima della gravidanza (ad esempio i retinoidi).

  • Necessità di terapia farmacologica in gravidanza:

è bene evitare i farmaci di non provata efficacia. Particolare attenzione va posta per i farmaci di più recente produzione. Infatti per questi farmaci potrebbe non esservi sufficiente documentazione circa il loro utilizzo in gravidanza; d’ altra parte per ovvi motivi etici non si dispone di sperimentazione in gravidanza.

  • Assunzione di farmaci nelle prime settimane di gravidanza:

In tali circostanze va valutato con precisione tipo e dosaggio dei farmaci, nonché il periodo esatto di gravidanza durante il quale si è verificata l’ assunzione dei farmaci.
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  • Farmaci ad azione preventiva in donne che programmano una gravidanza:
  • L’ utilizzo di acido folico (vitamina B9) in gravidanza comporta una diminuzione del rischio di difetti del tubo neurale (es. spina bifida). Pertanto è consigliabile iniziare l’ assunzione dell’ acido folico ancor prima della gravidanza programmata, e continuare ad assumerlo almeno per tutto il primo trimestre. L’acido folico è contenuto in alcune verdure (asparagi, cavolo, lattuga, spinaci e pomodori), frutta (arance e datteri) e nella farina.
  • Le donne che necessitano di terapia antiepilettica è bene che nell’ iniziare la gravidanza , sentito il parere del neurologo, assumano come terapia il fenobarbital, che è il principio attivo con minore rischio teratogeno
  • La donne affette da ipotiroidismo, e che stanno pertanto effettuando terapia ormonale sostitutiva con tiroxina, devono continuare l’ assunzione del farmaco e, se necessario, previa consultazione con l’ endocrinologo, devono aumentare il dosaggio durante la gravidanza.


Categorie dei farmaci in relazione all’ uso in gravidanza:

  • Farmaci largamente usati in gravidanza, per i quali non sono mai stati evidenziati effetti negativi sul feto. Tra questi vi sono alcuni antibiotici (penicillina, amoxicillina, ampicillina, eritromicina), l’acido folico (consigliato nei primi mesi di gravidanza per la prevenzione della spina bifida), le vitamine a basso dosaggio, il ferro, i farmaci per ridurre le contrazioni uterine, il paracetamolo (antidolorifico e antifebbrile), i farmaci per migliorare la circolazione venosain caso di varici, gli anestetici locali e alcuni anestetici generali.
  • Farmaci scarsamente usati in gravidanza, per i quali non sono stati evidenziati effetti negativi sul feto, ma che tuttavia è preferibile non usare perché poco studiati. Tra questi farmaci antiulcera, gli antidiarroici e gli antidepressivi.
  • Farmaci con effetti dannosi (o sospetti) sul feto, non di tipo teratogeno. Fanno parte di questo gruppo i diuretici, alcuni antidolorofici, i farmaci attivi sul sistema nervoso centrale (ansiolitici, narcotici), alcuni antibiotici come il cloramfenicolo e la rifampicina, gli antidiabetici orali.
  • Farmaci potenzialmente teratogeni quelli, cioè, che causano una maggiore incidenza di difetti congeniti. Fanno parte di questo gruppo e sono, quindi, da evitare in gravidanza:
  • alcuni antineoplastici (antitumorali), se impiegati nel primo trimestre nella terapia per i tumori maligni, aumentano notevolmente il rischio di malformazioni del Sistema nervoso centrale e a carico degli arti.
  • Ormoni androgeni e i progestinici ad azione androgena, cioè ormoni ad azione maschile , contenuti ad esempio negli anabolizzanti per aumentare la massa muscolare, possono determinare segni di mascolinizzazione sui feti di sesso femminile.
  • Alcuni antitiroidei (i derivati imidazolici, ioduri e lo iodio radioattivo) possono causare danni alla tiroide e gozzo fetale, se usati dopo la 10^ settimana. Attenzione alcuni espettoranti contengono ioduri! Il propiltiouracile è il farmaco di scelta per la terapia dell’ipertiroidismo in gravidanza.

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  • Litio carbonato, usato nella psicosi maniaco-depressiva, aumenta il rischio di malformazioni cardiache.
  • Retinoidi e elevati dosaggi di vitamina A, usati nella terapia dell’acne grave, possono indurre malformazioni a carico del Sistema nervoso Centrale, dell’ orecchio e del cuore.
  • Penicillamina, un farmaco usato in una malattia che determina danni da accumulo di rame nei tessuti metaboliche (malattia di Wilson) e nell’artrite reumatoide. Nel feto può indurre una modificazione delle fibre collagene e elastina della pelle, che assume un aspetto cadente (cutis laxa)
  • Alcuni antibiotici. Le tetracicline assunte dopo il quarto mese possono determinare colorazione giallo-marrone dei denti decidui. La streptomicina e la kanamicina, farmaci antitubercolari, possono causare danni del nervo acustico.
  • La warfarina e altri anticoagulanti orali della classe dei cumarinici possono determinare una sindrome caratterizzata da difetti nasali, malformazioni del Sistema Nervoso Centrale, ritardo mentale e iposviluppo fetale. Da notare che i danni cerebrali sono possibili soprattutto per le somministrazioni durante il 2° e 3° trimestre!
  • Antiepilettici: l’acido valproico aumenta il rischio d’insorgenza di spina bifida e dismorfismi facciali.
  • Farmaci teratogeni non più in commercio: dietilstilbestrolo, talidomide.



Qualora si desiderino chiarimenti circa gli effetti dell’ uso di farmaci in gravidanza, in primo luogo è bene parlarne con il Medico di base e con il Ginecologo curante. Infatti spesso ci si trova di fronte a problemi di facile soluzione.
Se necessario è possibile rivolgersi a servizi dedicati a tale genere di consulenza, spesso accessibili telefonicamente.

CENTRI DI DOCUMENTAZIONE DEL FARMACO:

Ancona: Centro di informazione farmaco-tossicologica – Servizio di Farmacia dell’ Ospedale “U. Sestilli”.
Telef. 071 8003312

Pavia: Dipartimento di Farmacologia – Policlinico S. Matteo.
Telef. 0382 503777

Verona: Farmacia interna del Policlinico Universitario Borgo Roma.
Telef. 045 8074319

Torino: Servizio Farmaceutico U.S.L. T0-1.
Telef. 011 5662010

CENTRO DI TOSSICOLOGIA PERINATALE:

Firenze: Centro per lo studio, prevenzione e diagnosi precoce dei danni riproduttivi da farmaci, sostanze d’ abuso e tossici ambientali.
Telef. 055 4277731

AVVERTENZA IMPORTANTE


Prima di rivolgervi al medico o di telefonare a uno dei centri di informazione, è indispensabile documentarsi con la massima precisione possibile sui seguenti punti,

  • Principio attivo del farmaco assunto
  • Dosaggio del farmaco assunto
  • Per quanto tempo è stato assunto il farmaco
  • In quale periodo di gravidanza è stato assunto il farmaco.

Per meglio definire questo periodo sono utili le seguenti informazioni:

  • La data dell’ultima mestruazione,
  • Dati relativi alle caratteristiche del ciclo mestruale,
  • La data di positività del test di gravidanza,
  • Il risultato di un’eventuale ecografia già eseguita.

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