Anomalie Cromosomiche

Dott. Giovanni Zerlotin - Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Trento - Centro Servizi Sanitari Via Lunelli, 32 - tel. 0461 828485

Il testo sulle “anomalie cromosomiche” è stato prodotto dagli studenti dell’ I.T.C. Romagnosi di Piacenza, ai quali va il ringraziamento per aver consentito la pubblicazione.
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Introduzione

I cromosomi sono strutture bastoncellari, chimicamente composte da acido desossiribonucleico (DNA) e proteine, presenti in tutte le cellule. Il DNA cromosomico è suddiviso in unità, chiamate geni, che sono responsabili del mantenimento e della trasmissione delle caratteristiche ereditarie dell’organismo. Normalmente ciascuna cellula somatica contiene un numero fisso di cromosomi, caratteristico di ciascuna specie (la specie umana ne ha 46) e ciascun cromosoma viene portato in due copie. Le cellule germinali invece contengono solo la metà del numero di cromosomi delle cellule somatiche, poiché hanno un solo esemplare di ciascun cromosoma. Durante la fecondazione, la fusione della cellula uovo con lo spermatozoo produce la restaurazione del corredo cromosomico completo tipico della specie, con la metà dei cromosomi proveniente da ciascun genitore.
Il genoma è l’intero patrimonio genetico di un organismo vivente: quelle patologie la cui causa consiste in un’alterazione di questo sono considerate malattie genetiche. Se interessano alterazioni del numero e della forma dei cromosomi, vengono definite malattie cromosomiche, mentre si parla di malattie geniche se riguardano l’alterazione di un singolo gene.
Tratteremo qui delle principali anomalie cromosomiche.

ANOMALIE CROMOSOMICHE

Nome Inglese: Chromosomal abnormalities, chromosome disorders
Frequenza: 1/170 neonati

  • Cosa sono le anomalie cromosomiche?

Con questa definizione si indicano tutte le alterazioni che riguardano il numero o la struttura dei cromosomi. Le anomalie cromosomiche sono responsabili di circa il 50% degli aborti spontanei e sono un’importante causa di malformazioni.

Un feto o un bambino colpiti da un’anomalia cromosomica hanno quasi sempre genitori perfettamente normali. La causa delle anomalie cromosomiche è in genere da ricercarsi in un errore accidentale durante la formazione delle cellule uovo o degli spermatozoi dei genitori. Un discorso a parte riguarda le alterazioni cromosomiche che insorgono durante la vita adulta e che sono alla base di numerose forme di tumore. In genere, questo tipo di alterazioni avviene in una singola cellula di un individuo adulto che diventa cancerogena ed origina una popolazione di cellule tumorali.

  • Come si evidenzia un’anomalia cromosomica?

L’assetto cromosomico di un individuo, cioè il numero di cromosomi, il tipo di cromosomi sessuali ed eventuali anomalie (numeriche o strutturali) è anche definito cariotipo.

Il cariotipo normale di un individuo è formato da 46 cromosomi, tra cui:
– 2 cromosomi sessuali: il cromosoma X e il cromosoma Y.
– 44 cromosomi “non sessuali” (autosomi) uguali due a due.
Per esaminare il cariotipo di un individuo adulto si utilizzano generalmente i globuli anchi ottenuti da un semplice prelievo di sangue. In seguito ad opportune procedure e colorazioni, è possibile rendere visibili al microscopio i cromosomi presenti nel nucleo di queste cellule.

Si possono studiare i cromosomi anche da cellule del midollo osseo, della placenta, del liquido amniotico e da alcuni tessuti in cui sono presenti cellule in fase di crescita. Il cariotipo di un feto, ad esempio, può essere analizzato da cellule fetali presenti nel liquido amniotico, nei villi coriali o nel sangue fetale. Il settore della genetica che si occupa dello studio dei cromosomi è detto citogenetica e quindi l’analisi cromosomica è spesso indicata come analisi citogenetica.

  • Come si distinguono i cromosomi?

E’ possibile distinguere i cromosomi in base alla loro dimensione ed alla loro forma. I cromosomi sono numerati progressivamente in base alle loro dimensioni: il cromosoma 1 è il più grande di tutti mentre il cromosoma 22 è il più piccolo. In ogni cromosoma si distinguono un braccio corto, indicato come “p”, un braccio lungo, indicato come “q” ed una costrizione centrale detta “centromero”.

  • Quali anomalie cromosomiche esistono?
Le anomalie NUMERICHE

Le anomalie numeriche possono essere:
Monosomie, cioè condizioni in cui un cromosoma è presente in singola copia anziché in duplice copia. Il numero totale di cromosomi è quindi 45 invece di 46. Ad esempio, monosomia 5 indica la presenza di un solo cromosoma 5 invece di due. L’assenza totale di un autosoma è talmente grave da essere incompatibile con la vita: pertanto quando è presente in un feto causa un aborto spontaneo. Talvolta si indica con il termine monosomia anche l’assenza di un braccio cromosomico, invece che dell’intero cromosoma; che è a volte compatibile con la vita.
Trisomie, cioè condizioni in cui un cromosoma è presente in triplice copia, il numero totale di cromosomi è quindi 47 invece di 46. Le uniche trisomie che si riscontrano nella vita post-natale sono la trisomia del cromosoma X nelle femmine, la trisomia 21, la trisomia 18, la trisomia 13. Le altre trisomie complete non sono compatibili con la vita e quando sono presenti in un feto sono causa di aborto spontaneo. Il termine trisomia viene impiegato anche per indicare la presenza in triplice copia di una regione cromosomica.
Il meccanismo che più comunemente causa una trisomia è la non disgiunzione dei cromosomi durante la divisione cellulare che porta alla formazione di ovociti e spermatozoi: anziché separarsi l’uno dall’altro nelle 2 cellule figlie, i 2 cromosomi di una coppia vanno entrambi nella stessa cellula figlia. La causa della non disgiunzione non è ancora nota, anche se è stato dimostrato che all’aumentare dell’età materna tale evento si verifica più frequentemente.

Le anomalie STRUTTURALI

Le anomalie strutturali possono essere:

Delezioni che consistono nella perdita di un frammento di cromosoma le cui dimensioni possono essere molto diverse. Le delezioni si possono evidenziare in un cariotipo attraverso l’assenza di una o più bande cromosomiche, o addirittura di un intero braccio. L’effetto di una delezione dipende dalla grandezza della porzione mancante e dal tipo di informazione genetica in essa contenuta.
Microdelezioni, rispetto alle delezioni, consistono nella perdita di frammenti cromosomici più piccoli e non sono evidenziabili attraverso un normale cariotipo.
Duplicazioni e microduplicazioni consistono nella presenza in due copie di uno stesso frammento di cromosoma.
Inversioni che consistono nel distacco di un frammento che successivamente si riposiziona sul cromosoma, dopo una rotazione di 180°.
Traslocazioni che consistono nel trasferimento di materiale tra due o più cromosomi diversi. Le traslocazioni bilanciate sono il caso più fortunato: consistono infatti nello “scambio alla pari” di frammenti fra cromosomi diversi. Questo tipo di traslocazione non comporta la perdita di materiale genetico e perciò i portatori di una traslocazione bilanciata non manifestano in genere alcun segno clinico. Nel caso di una traslocazione non bilanciata, uno o più cromosomi in seguito alla traslocazione hanno subito la perdita di materiale genetico, mentre altri ne hanno in sovrappiù. Chi è portatore di una traslocazione non bilanciata, pur non manifestando alcun sintomo, rischia di avere figli portatori di traslocazioni patologiche (non bilanciate).

Le principali anomalie cromosomiche sono:

Sindrome di Down

– Sindrome 18-p

– Sindrome di Edwards

– Sindrome di Klinefelter

– Sindrome di Patau

– Sindrome di Turner

– Sindrome di Williams

– Sindrome di Angelman

– Sindrome di Prader-Willi

– Sindrome del Cri du Chat

SINDROME DI DOWN

Nome Inglese: Down’s Syndrome; Trisomy 21
Frequenza: 1/750 nati vivi

  • Cos’è la sindrome di Down?
  • Il termine sindrome indica genericamente una serie di disturbi e/o malformazioni che si verificano in uno stesso individuo, riconducibili ad una causa comune. La sindrome di Down (detta anche trisomia 21 e comunemente indicata con il nome di “mongolismo”) è la più frequente forma di ritardo mentale. Prende il nome dal dottor John Langdon Down, che per primo la descrisse nel 1866. I caratteri fisici delle persone affette dalla sindrome di Down sono riconoscibili e ben noti alla maggior parte delle persone: tipici sono gli occhi a mandorla (da qui il nome di mongolismo), il naso corto, il ponte nasale stretto, la bocca spesso aperta con lingua tozza e protrudente, le dita tozze.

  • Quali sono le cause della sindrome di Down?
  • La sindrome di Down è causata dalla presenza nel patrimonio genetico di un cromosoma 21 in più (raramente trasmesso dal padre, nel 10% circa dei casi), si parla infatti di trisomia 21, perché questo è presente in triplice copia. Nella maggior parte dei casi (quasi il 90%) la trisomia 21 è dovuta ad un meccanismo chiamato non disgiunzione. In questi casi la trisomia è definita primaria e ha origine quando in uno o più gameti le coppie di cromosomi 21 non si separano.

    In un numero molto più basso di casi la trisomia è dovuta ad un processo chiamato traslocazione, nel quale le persone affette hanno apparentemente un numero normale di cromosomi, ma in realtà possiedono tre copie del cromosoma 21, perché una di queste (o una parte importante) è fusa ad un altro cromosoma. Le persone affette da sindrome di Down dovuta a traslocazione nascono in genere da genitori perfettamente normali, di cui uno (generalmente la madre) è portatore della traslocazione. I genitori non hanno nessun sintomo perché possiedono una traslocazione di tipo bilanciato: hanno cioè una copia normale del cromosoma 21 più una copia fusa ad un altro cromosoma, perfettamente funzionante. Hanno quindi una quantità di materiale genetico normale, anche se distribuita in modo anomalo.
    Nella sindrome di Down dovuta a traslocazione i sintomi sono uguali a quelli della primaria e senza le analisi appropriate è impossibile stabilire se una persona Down sia affetta da trisomia primaria o in seguito a traslocazione. E’ però importante sapere se esista una traslocazione, perché influenza la probabilità degli stessi genitori di avere altri figli Down.

  • Quali sono i sintomi della sindrome di Down?
  • Oltre al caratteristico aspetto fisico, le persone Down possono presentare diversi problemi, che si possono manifestare in modo più o meno grave:

    – ritardo mentale e il ritardo nella crescita (sempre presenti in forma molto variabile);

    – difetti cardiaci;

    – un parziale deficit delle difese immunitarie;

    – epilessia, costipazione o celiachia (possono essere presenti, in modo molto variabile).

  • Esiste una cura per la sindrome di Down?
  • Attualmente, non esiste alcun trattamento in grado di guarire o prevenire la sindrome di Down. L’unica importantissima terapia che permette di ottenere uno sviluppo armonico e un buon inserimento scolastico, sociale e lavorativo è quella riabilitativa.

  • Quali sono le prospettive per le persone affette dalla sindrome di Down?
  • Un tempo, le persone affette dalla sindrome di Down avevano una prospettiva di vita molto inferiore (in qualità e durata) rispetto alle persone sane. Oggi la situazione è notevolmente migliorata: gli interventi cardiaci (quando necessario), il trattamento delle infezioni e in generale le cure migliori che oggi sono disponibili permettono alle persone Down di vivere sempre più a lungo, anche se l’aspettativa di vita è ancora statisticamente di 10-15 anni inferiore alla media. Anche la qualità nella vita è notevolmente migliorata.

  • Qual è il rischio di avere un figlio affetto dalla sindrome di Down?
  • Nel 98% dei casi la sindrome di Down non è ereditaria, cioè i bambini affetti nascono da genitori perfettamente normali. Il fattore di rischio più importante identificato finora riguarda l’età della madre, ciò non toglie che anche le donne più giovani possono avere figli Down, ma con una probabilità molto più bassa rispetto alle donne di età superiore ai 35 anni.



    SINDROME 18-p (DELEZIONE 18-p)

    Sinonimi: Delezione braccio corto cromosoma 18; Monosomia 18-p
    Nome Inglese: Short Arm 18 Deletion Syndrome

  • Cos’è la sindrome 18-p?
  • Nel caso della sindrome 18-p la causa è genetica, e consiste nella delezione (mancanza) del braccio corto del cromosoma 18. Mentre normalmente ognuno di noi possiede 2 copie di ciascun cromosoma e dei geni in essi contenuti, i bambini affetti dalla delezione possiedono una sola copia di tutti i geni contenuti nel braccio corto del cromosoma 18. Circa il 60% dei bambini portatori della delezione sono femmine.
    Il ritardo mentale, di vario grado, è una caratteristica molto frequente, così come i problemi di linguaggio. I bambini sono spesso più bassi della media e possono avere caratteristiche somatiche particolari, come alterazioni dei padiglioni oculari e alcune caratteristiche facciali.
    In circa il 67% dei casi si osserva una malformazione dello sviluppo del cervello che ha un ampio grado di severità: dalla malformazione ciclopica al ponte nasale piatto.



    SINDROME DI EDWARDS (TRISOMIA 18)

    Nome Inglese: Edwards Syndrome
    Frequenza : 1 neonato su 6000

  • A cosa è dovuta la sindrome di Edwards?
  • La sindrome di Edwards è detta anche trisomia 18 perché è causata dalla presenza di 3 copie del cromosoma 18, anziché di 2 copie. Il numero totale di cromosomi è quindi 47 e non 46.
    Nella maggior parte dei casi il meccanismo che causa la trisomia è la non disgiunzione dei cromosomi durante la divisione cellulare che porta alla formazione degli ovociti: anziché separarsi l’uno dall’altro nelle 2 cellule figlie, i 2 cromosomi 18 vanno entrambi nella stessa cellula figlia. Pertanto, in seguito alla fecondazione, con il contributo paterno il cromosoma 18 sarà presente in 3 copie anziché in 2 copie. E’ stato dimostrato che l’età materna è un fattore di rischio per eventi di non disgiunzione: all’aumentare dell’età tale evento si verifica più frequentemente.

  • Come si manifesta la sindrome di Edwards?
  • I bambini affetti presentano grave ritardo di crescita (anche nel periodo prenatale), grave ritardo mentale, malformazioni multiple: micrognazia (mascella di dimensioni inferiori alla norma), occipite prominente, alterazioni degli arti, cardiopatia, anomalie renali. Alla sindrome sono associati moltissimi difetti che causano morte prematura.



    SINDROME DI KLINEFELTER

    Nome Inglese: Klinefelter Syndrome
    Frequenza : 1 su 1000 neonati maschi

  • A cosa è dovuta la sindrome di Klinefelter?
  • I soggetti affetti da questa sindrome hanno 47 cromosomi, con un cromosoma X soprannumerario (cariotipo 47, XXY). La sindrome di Klinefelter può presentarsi anche in mosaico: in questo caso i pazienti presentano sia cellule con cariotipo 46, XY sia cellule con cariotipo 47, XXY; in questi pazienti le caratteristiche cliniche della sindrome sono attenuate.

  • Come si manifesta la sindrome di Klinefelter?
  • Caratteristiche generali sono: ipogonadismo (testicoli di dimensioni ridotte), bassi livelli di testosterone, mancata produzione di spermatozoi (azoospermia) e quindi sterilità; possono essere presenti una sproporzione tra lunghezza degli arti e lunghezza del tronco e statura superiore alla media.



    SINDROME DI PATAU (TRISOMIA 13)

    Nome Inglese: Patau Syndrome
    Frequenza : 1 neonato su 10000

  • A cosa è dovuta la sindrome di Patau?
  • La sindrome di Patau è detta anche trisomia 13 perché è causata dalla presenza di 3 copie del cromosoma 13, anziché di 2 copie. Il numero totale di cromosomi è quindi 47 e non 46. Nella maggior parte dei casi il meccanismo che causa la trisomia è la non disgiunzione dei cromosomi durante la divisione cellulare che porta alla formazione degli ovociti: anziché separarsi l’uno dall’altro nelle 2 cellule figlie, i 2 cromosomi 13 vanno entrambi nella stessa cellula figlia. E’ stato dimostrato che l’età materna è un fattore di rischio per eventi di non disgiunzione: all’aumentare dell’età tale evento si verifica più frequentemente.

  • Come si manifesta la sindrome di Patau?
  • Alcune delle principali caratteristiche di questa sindrome sono: ritardo di crescita, grave ritardo mentale, malformazioni multiple: difetti cranio-facciali e malformazioni oculari, polidattilia (presenza di dita sovrannumerarie), cardiopatia, anomalie renali, ecc… La sindrome di Patau comporta morte prematura e solo eccezionalmente si ha il raggiungimento dell’età adulta.



    SINDROME DI TURNER

    Nome Inglese: Turner’s Syndrome
    Frequenza: 1 neonato femmina su 4.000 – 1 maschio su 8.000

  • A cosa è dovuta la sindrome di Turner?
  • Nella maggior parte dei casi (circa il 50%) la sindrome di Turner è causata dalla mancanza di un cromosoma X (“monosomia X”); il cariotipo è quindi indicato con la formula 45, XO.
    Circa il 25% circa dei casi è determinato da alterazioni nella struttura di un cromosoma X.
    Più raramente la patologia è causata da alterazioni di numero o di struttura del cromosoma X presenti in mosaico (cioè non in tutte le cellule dell’organismo ma solo in alcune di queste); in questi casi si riscontra un’attenuazione delle caratteristiche cliniche della sindrome.

  • Come si manifesta la sindrome di Turner?
  • Caratteristiche principali della sindrome di Turner sono: linfedema periferico (mani e piedi gonfi a causa di stasi linfatica), pterigio del collo (collo corto “a tenda”), bassa statura, amenorrea primaria (mancata comparsa delle mestruazioni). Talvolta sono presenti anche cardiopatia, ipertensione e anomalie renali. Sia l’intelligenza sia l’attesa di vita sono normali



    SINDROME DI WILLIAMS

    Nome Inglese: Williams Syndrome; Williams-Beuren’s Syndrome; WS
    Frequenza: 1/10.000 – 1/20.000

  • Cos’è la Sindrome di Williams?
  • La sindrome di Williams è una malattia genetica dovuta alla perdita di un piccolo frammento (microdelezione) del braccio lungo del cromosoma 7. Spesso i volti delle persone affette dalla sindrome vengono affettuosamente descritti come volti da “gnomi”: hanno per lo più la testa piccola (microcefalia), la fronte larga e gli zigomi poco evidenti. Il naso è piccolo e rivolto all’insù, la bocca piuttosto larga con labbra grosse e i tessuti intorno agli occhi e le guance sono “pieni”. Gli occhi sono spesso azzurri è l’iride è stellata. Accanto a problemi organici e alla scarsa abilità in alcuni campi cognitivi, le persone affette dalla sindrome di Williams possono però dimostrare notevoli capacità verbali e musicali e sono dotate di un carattere estremamente espansivo, generalmente sono affettuosi e socievoli.

  • Il danno genetico che causa la sindrome di Williams è la presenza di una microdelezione in una delle due copie del cromosoma 7. La regione coinvolta nella delezione contiene numerosi geni, solo alcuni dei quali sono stati identificati. Uno di questi è il gene dell’elastina, una proteina che dà elasticità a molti tessuti e organi come le arterie, l’intestino, i polmoni, la pelle, le corde vocali. La delezione del gene dell’elastina si presenta in circa il 95% dei pazienti affetti da sindrome di Williams: queste persone possiedono quindi una sola copia del gene dell’elastina, che presumibilmente non è sufficiente a produrre la quantità di elastina necessaria. Il deficit di elastina provoca alterazioni cardiache e vascolari, rende la voce roca e la pelle facile all’invecchiamento.
    Oggi è possibile avere una diagnosi certa, nei casi clinicamente sospetti, mediante l’esame molecolare FISH (Fluorescent In Situ Hybridisation) che mette in evidenza l’assenza del gene dell’elastina sul cromosoma 7. I pazienti affetti hanno un rischio del 50% di trasmettere la sindrome ai propri figli.

  • Quali sono le caratteristiche cliniche della sindrome di Williams?
  • Una caratteristica frequente è il restringimento (stenosi) dell’aorta nella sua parte iniziale. La maggior parte di queste stenosi sono benigne: l’intervento chirurgico è necessario solo in una piccola percentuale di bambini. Le stenosi possono verificarsi anche all’altezza delle arterie dei polmoni, del fegato e dei reni.
    Nei primi anni di vita i bambini possono avere problemi gastro-intestinali, come difficoltà di alimentazione, vomito, dolori addominali, diarrea. Il rifiuto del cibo può essere molto forte; possono esserci problemi di masticazione e deglutizione. Molti bambini affetti dalla sindrome manifestano strabismo, problemi di profondità visiva e otiti. Tipica è anche l’ipersensibilità ai rumori forti e acuti presente tra il 70% e il 90% dei casi. I denti sono spesso piccoli, o a volte mancano. Alla nascita presentano statura e peso generalmente inferiori alla norma. Crescendo la statura rimane sempre al di sotto degli standard. Il torace è stretto, il collo lungo e le spalle cadenti. La pubertà è spesso anticipata.

  • Quali sono le caratteristiche psichiche delle persone affette dalla sindrome di Williams?
  • Sono presenti un certo ritardo nell’acquisizione delle tappe fondamentali dello sviluppo motorio e problemi con l’equilibrio e con la coordinazione dei movimenti e spesso nell’infanzia si rileva un’iperattività che tende a scomparire con l’adolescenza.
    Il ritardo intellettivo varia dal grado medio al grave. Da piccoli i bambini con sindrome di Williams presentano un ritardo nel linguaggio, che viene poi recuperato ampiamente negli anni. Difficilmente le persone affette riescono a sostenere una conversazione non iniziata da loro, fanno domande stereotipate, sono spesso ecolalici (cioè ripetono parole dette da altri) e ripetitivi. Quando sono frustrati reagiscono impulsivamente e possono presentare forti e ripetuti eccessi di collera.



    SINDROME DI ANGELMAN

    Nome Inglese: Angelman Syndrome; AS
    Frequenza: circa 1/20000

  • Quali sono i sintomi della S. di Angelman?
  • Le caratteristiche principali della sindrome di Angelman sono un grave ritardo psicomotorio, l’assenza di linguaggio o l’utilizzo di poche parole, problemi di equilibrio e movimenti scoordinati con tremore agli arti. Altre caratteristiche comuni a tutte le persone affette sono: la tendenza a ridere in modo eccessivo e senza motivo, ipereccitabilità, iperattività, scarsa attenzione.
    Altri tratti frequenti (presenti in più dell’ 80% dei pazienti) sono la microcefalia (testa piccola rispetto al resto del corpo), che si rende evidente dopo i 2 anni di vita, e la presenza di crisi convulsive che insorgono entro i 3 anni. Frequenti sono anche i disturbi del sonno. I bambini tendono a nascere più piccoli del normale, hanno frequentemente problemi di alimentazione, con difficoltà di suzione o rigurgito, ed alcuni di essi soffrono più facilmente di infezioni delle vie aeree. La scoliosi può essere un problema negli adulti.

  • Quali sono le cause genetiche della S. di Angelman?
  • La sindrome di Angelman è causata dall’assenza di una porzione del cromosoma 15 (15q11-q13) di origine materna. A causa di un complesso meccanismo biologico chiamato imprinting, i geni contenuti in questa porzione del cromosoma 15 sono funzionanti solo nel cromosoma materno e sono “spenti” in quello paterno.

    Le cause genetiche della S. di Angelman sono sostanzialmente:
    – delezione (perdita) della regione 15q11-q13 (50-75% dei casi);
    – disomia uniparentale (circa 2-4% dei casi): per dei complessi motivi biologici è possibile che entrambi i cromosomi 15 siano di origine paterna.



    SINDROME DI PRADER-WILLI

    Nome Inglese: Prader-Willi Syndrome (PWS)
    Frequenza: circa un neonato su 15.000

  • Quali sono le cause genetiche della malattia?
  • La sindrome di Prader-Willi è causata dall’assenza di una porzione del cromosoma 15 (porzione contrassegnata come 15q11-q13). Il caso della Sindrome di Prader-Willi è piuttosto particolare: la malattia si osserva solo nelle persone in cui è la mancanza riguarda il cromosoma 15 di origine paterna. A causa di un complesso meccanismo biologico chiamato imprinting, i geni contenuti in questa porzione del cromosoma 15 sono funzionanti solo nel cromosoma paterno e sono “spenti ” in quello materno.

    Le cause genetiche della S. di Prader-Willi sono sostanzialmente:

    – delezione (mancanza) della regione 15q11-q13 (70% dei casi).
    – disomia uniparetale (circa 30% dei casi): per dei complessi motivi biologici è possibile che entrambi i cromosomi 15 siano di origine materna.
    – mutazioni del centro di imprinting (1-2%); in questi casi l’alterazione è localizzata nella stessa regione del cromosoma 15 ma è più sottile e coinvolge esclusivamente un piccolo frammento, chiamato centro dell’imprinting, che regola l’espressione dei geni circostanti. Il funzionamento corretto di questa regione permette l’espressione dei geni della regione 15q11-q13 di origine paterna. Quando il centro dell’imprinting è mutato, i geni che dovrebbero essere espressi dal cromosoma paterno non lo saranno più.

  • Quali sono i disturbi causati dalla S. di Prader-Willi?
  • I neonati affetti dalla sindrome di Prader-Willi manifestano ipotonia, cioè un abbassamento del tono muscolare, che causa debolezza diffusa. Per questo hanno spesso gravi difficoltà nell’alimentarsi, con problemi di suzione e deglutizione.
    L’ipotonia migliora con il tempo e già in età infantile i bambini cominciano a mostrare alterazioni del comportamento, tra cui spicca l’iperfagia, cioè il bisogno incontrollabile di cibo, che rappresenta uno dei maggiori problemi causati dalla sindrome e che, in assenza di interventi, può portare ad una grave obesità e a complicazioni anche fatali. Si pensa che a causare l’iperfagia sia una disfunzione dell’ipotalamo (la regione del cervello che regola l’appetito).
    I bambini con sindrome di Prader-Willi hanno un carattere gioviale ed allegro e solitamente non presentano problemi di comportamento. La maggior parte di ragazzi ed adulti affetti dalla sindrome ha invece difficoltà comportamentali, che coincidono con l’insorgenza dell’iperfagia, anche se non tutti i problemi di comportamento sono da correlare al cibo. Le persone affette subiscono spesso cambiamenti repentini dell’umore e trovano difficile adattarsi a situazioni che escano dalla routine. La depressione può essere frequente nei soggetti adulti, mentre episodi psicotici sono rari.

  • Quali sono gli altri disturbi legati alla sindrome di Prader-Willi?
  • – Reazioni allergiche ad alcuni farmaci;
    – eccessiva assunzione di acqua;
    – insensibilità al dolore;
    – problemi respiratori;
    – alterazione della temperatura corporea;
    – lesioni cutanee e scottature;
    – scoliosi ed osteoporosi;
    – disturbi del sonno ed enuresi notturna;
    – problemi dentali e strabismo.

    Altri problemi correlati con l’obesità, come difficoltà respiratorie, ipertensione, scompenso cardiaco, ulcere da stasi, cellulite (intesa come infiammazione del grasso sottocutaneo) e problemi cutanei a livello delle pliche di grasso, impongono la riduzione di peso.
    Inoltre, è presente lo skin-picking (escoriazioni cutanee autoprovocate), comportamento tipico delle persone affette dalla sindrome e le lesioni riportate sono subito evidenti all’esame clinico. In questo caso lo skin-picking consiste nel “torturare” e aggravare piccole lesioni già esistenti (come graffi o escoriazioni) sul viso, braccia gambe o regione anale. Inoltre, questi soggetti possono provocarsi facilmente ustioni.



    SINDROME DEL CRI DU CHAT

    Nome inglese: Cry of cat’s Syndrome
    Frequenza:1/50.000

  • Che cos’è la sindrome del cri du chat?
  • La sindrome del Cri du chat è una malattia cromosomica che si origina al momento del concepimento a causa della perdita (delezione) di un frammento cromosomico e in particolare di una parte del braccio corto del cromosoma 5: la patologia viene perciò anche indicata come sindrome del cromosoma 5-p, oltre che come sindrome di Le Jeune, dal nome dello specialista che la identificò a Parigi nel 1963.
    L’incidenza della malattia è piuttosto bassa (1 su 50.000 nati). Il nome, che in francese significa “grido del gatto”, deriva dal caratteristico suono, simile ad un miagolio, che emettono i neonati affetti da questa malattia nel piangere.

  • Come si manifesta la sindrome del Cri du Chat?
  • I bambini che ne sono affetti presentano generalmente un basso peso alla nascita e alcune particolarità nei lineamenti che li rendono somiglianti fra di loro: volto tondo, fronte sporgente, una piega cutanea all’angolo interno dell’occhio che dà l’impressione che gli occhi siano distanti tra loro, mandibola piccola e mento retratto.
    Al di là di queste caratteristiche risulta purtroppo coinvolto anche lo sviluppo celebrale, con conseguente microcefalia e ritardo dello sviluppo psicomotorio e del linguaggio. Proseguendo con la descrizione del decorso, nel periodo neonatale vi possono essere difficoltà di suzione e ipotonia. Nei primi anni di vita si manifesta poi una maggiore sensibilità alle infezioni respiratorie o gastrointestinali. In alcuni casi (per la verità poco frequenti) possono evidenziarsi malformazioni cardiache o renali che portano il bambino al decesso nel primo anno di vita. Va detto però che la mortalità dei soggetti affetti da questa sindrome è circa del 10% dei casi e che il restante 90% supera i 50 anni d’età.

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