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Ginecologia: 5 Mln Di Italiane In Menopausa, Solo 5% Prende Ormoni  

(Yahoo! Notizie -3 Agosto 2007) 

 

Roma, 3 ago. (Adnkronos Salute) - Vampate, irritabilità e alterazioni del sonno accompagnano le vite di circa cinque milioni di donne italiane. Tante sono, infatti, le nostre connazionali che stanno attraversando il periodo della menopausa, ma solo il 5% assume terapie ormonali sostitutive (Tos) per sedare i sintomi che questa condizione può provocare.

Una percentuale bassa, 'complice' anche l'ondata di polemiche seguite ai risultati negativi di uno studio, il Women's Health Initiative (Whi) del 2002, che hanno fatto il giro del mondo 'accusando' queste cure di provocare il tumore del seno e altri gravi disturbi. Ma oggi gli specialisti gettano acqua sul fuoco e rivalutano l'utilità, l'efficacia e l'innocuità dell'uso di ormoni in menopausa: basse dosi di estrogeni e a volte progestinici 'bilanciano' la perdita di queste sostanze nell'organismo femminile con l'avanzare dell'età, un evento naturale che provoca scompensi psico-fisici.

"Oggi - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Gian Benedetto Melis, presidente della Società italiana di menopausa (Sim) e direttore della clinica ostetrico-ginecologica dell'università di Cagliari - le terapie ormonali sostitutive possono essere consigliate senza problemi a donne fra i 50 e i 60 anni con i sintomi tipici di questo periodo della vita, cioè disturbi fisici e psicologici vari. Gli unici 'paletti' sono che la paziente non sia obesa, non abbia malattie cardiovascolari pregresse o attuali, ipertensione, problemi trombo-embolici, diabete, dubbi sulla presenza di un tumore o anche solo familiarità a queste patologie.

Senza fattori di rischio - assicura l'esperto - le terapie saranno utili a prevenire l'osteoporosi, oltre che a calmare i sintomi come le vampate, l'insonnia, la secchezza vaginale o anche la depressione". "Quello che è accaduto con lo studio Whi - continua Melis - è stato a dir poco curioso: nonostante avessimo a disposizione decine di ricerche che approvavano le terapie ormonali in menopausa, è bastata una sola indagine per far emergere pesantissimi dubbi.

In realtà, come hanno dimostrato gli stessi ricercatori del Whi rianalizzando i dati ottenuti nel 2002, lo studio non aveva tenuto in considerazione le caratteristiche delle pazienti da trattare: erano state incluse molte donne che non soffrivano di sintomi della menopausa mentre, per buona parte, presentavano controindicazioni ala terapia ormonale sostitutiva". Le ultime ricerche pubblicate su riviste internazionali hanno infine spinto le commissioni scientifiche di tutto il mondo a rivedere la loro posizione sulle terapie sostitutive.

"La recentissima 'Position Statement' pubblicata lo scorso marzo dalla North American Menopause Society - evidenzia il ginecologo - conferma i risultati e ribadisce la convinzione che un dosaggio ormonale misurato, presente soprattutto in farmaci di ultima generazione, dovrebbe essere preso in considerazione. Le conclusioni degli ultimi studi e ricerche contribuiscono a ristabilire serenità e trasparenza su un tema così delicato. La menopausa è un evento naturale nella vita di ogni donna e rappresenta un cambiamento da vivere il più possibile con consapevolezza, e con la maggiore serenità e tranquillità possibile. Solo attraverso una esatta e corretta informazione e comunicazione si può andare avanti in questa direzione".

     

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Pagina redatta a cura del Dott. Giovanni Zerlotin

 

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