Documento sulla Terapia Ormonale Sostitutiva

Dott. Giovanni Zerlotin - Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Trento - Centro Servizi Sanitari Via Lunelli, 32 - tel. 0461 828485
DOCUMENTO SULLA TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA
condiviso dalle associazioni scientifiche AOGOI, AGUI, SIGO, SIGITE SIM, GOERMTale documento, redatto in occasione del Congresso Nazionale SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) tenutosi a Bologna nel 2005, sintetizza il parere delle associazioni scientifiche della Ginecologia Italiana sulla terapia ormonale sostitutiva per la Menopausa.

Cosa si intende per terapia ormonale sostitutiva

Per terapia ormonale sostitutiva nella donna in menopausa si intende la somministrazione di estrogeni e/o progestinici finalizzati a riequilibrare il deficit ormonale postmenopausale responsabile di sintomi soggettivi (come le vampate di calore e disturbi uro-genitali) e di modificazioni organiche responsabili anche di gravi patologie come l’osteoporosi.

La terapia ormonale sostitutiva per la cura dei sintomi della menopausa

La terapia ormonale sostitutiva è l’unica terapia in grado di alleviare con efficacia i sintomi soggettivi da deficit ormonale molto spesso presenti in menopausa.
I principali sintomi sono le vampate di calore, i disturbi dell’umore, i disturbi uro-genitali (secchezza vaginale e disturbi urinari). Nel loro insieme questi sintomi affliggono un gran numero di donne condizionando a volte pesantemente la vita di relazione, l’attività lavorativa ed il vissuto personale.

La terapia ormonale sostitutiva nella prevenzione dell’osteoporosi postmenopausale

La terapia ormonale sostitutiva rappresenta la prima linea dì scelta terapeutica per la prevenzione dell’osteoporosi nelle donne ad elevato rischio osteoporotico allorquando viene iniziata in coincidenza con la transizione menopausale. La terapia ormonale rappresenta inoltre una possibile opzione per le donne in età avanzata nei casi di intolleranza ad altre terapie osteoprotettive, o quando le altre terapie sono controindicate o inefficaci.
Studi osservazionali e prospettici hanno dimostrato l’efficacia osteoprotettiva della terapia ormonale sostitutiva. Tutti i tipi di terapia ormonale sostitutiva (estrogeni, estro-progestinici, tibolone) sono in grado di annullare la perdita di massa ossea presente durante e dopo la transizione menopausale e di ridurre il rischio di frattura nelle donne già osteoporotiche.
Altre sostanze non ormonali si sono dimostrate efficaci nella prevenzione secondaria e nel trattamento delle fratture osteoporotiche, ma la terapia ormonale sostitutiva è l’unico presidio farmaceutico per la prevenzione dell’osteoporosi attualmente a carico del servizio sanitario nazionale.

La terapia ormonale sostitutiva nella prevenzione della malattia cardiovascolare

Ricerche sperimentali hanno dimostrato che gli estrogeni influiscono beneficamente sulla maggior parte dei fattori di rischio cardiovascolare (obesità, distribuzione del grasso corporeo, assetto lipidico, controllo glicemico, e funzioni endoteliali). Gli studi epidemiologici condotti su donne relativamente giovani hanno dimostrato una minore incidenza di eventi gravi coronarici tra le utilizzatrici di terapia ormonale sostitutiva. Per questi motivi la terapia ormonale sostitutiva, iniziata in epoca menopausale per il controllo dei disturbi climaterici, è stata anche proposta nella prevenzione primaria della malattia coronarica (cioè in donne eventualmente con fattori di rischio cardiovascolare ma ancora certamente sane, al fine di evitare l’insorgenza della malattia).
Ad oggi però non esistono studi longitudinali controllati che permettano di confermare tale ipotesi. Per tale motivo, allo stato attuale, non è consigliato l’uso della terapia ormonale sostitutiva allo scopo esclusivo della prevenzione primaria della malattia cardiovascolare.
Studi condotti su donne in età più avanzata (superiore a 60 anni) con rilevanti fattori di rischio o con precedenti di patologie cardiovascolari hanno dimostrato che la terapia ormonale sostitutiva in queste pazienti è accompagnata da un aumento minimo, ma statisticamente significativo, del rischio di malattia coronarica (7 casi ogni 10.000 donne), di trombosi venosa profonda (18 casi ogni 10.0(x) donne) e di ictus cerebrale (8 casi ogni 10.000 donne). Per tale motivo, in presenza di rilevanti fattori di rischio o accertata patologia cardiovascolare la terapia ormonale sostitutiva non è consigliabile.

Terapia ormonale sostitutiva e neoplasie

La terapia ormonale sostitutiva non aumenta l’incidenza del tumore dell’utero (endometrio) e dell’ovaio e riduce l’incidenza del cancro del colon-retto.
La terapia ormonale sostitutiva con estrogeni in associazione con progestinici. aumenta in modo modesto e non statisticamente significativo (0.8 casi ogni 1000 donne trattate per almeno 5 anni) il rischio di comparsa di tumore al seno e tale aumento sembrerebbe essere legato ad un effetto promuovente la crescita di un tumore già iniziato ma non ancora diagnosticato. La terapia ormonale sostitutiva ne anticiperebbe solo la diagnosi. L’aumento del rischio cessa con l’interruzione della terapia. Pertanto non v’è differenza nel rischio tra chi ha usato in passato la terapia ormonale e chi non ne ha mai fatto uso.
Il progestinico associato all’estrogeno sembra in un qualche modo essere responsabile dell’aumento del rischio. La terapia con soli estrogeni sembra non aumentare la frequenza del tumore al seno, ma anzi comporterebbe una lieve riduzione, non significativa, del rischio. I tumori al seno insorti durante la terapia ormonale sostitutiva hanno una prognosi migliore.

Conclusioni:

La terapia ormonale sostitutiva, al pari di qualsiasi terapia, ha un rischio terapeutico che per essere minimizzato va valutato e soppesato caso per caso in relazione al quadro clinico individuale e alle reali necessità terapeutiche che sono diverse da donna a donna e, nella stessa donna, possono modificarsi nel tempo (“personalizzazione della terapia”).
La terapia ormonale migliora significativamente la qualità di vita delle donne in epoca menopausale.
La terapia ormonale sostitutiva è indicata nel trattamento dei sintomi della sindrome climaterica e dei disturbi legati ad alterazioni del trofismo genito-urinario.
La terapia ormonale sostitutiva è efficace nella prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture osteoporotiche.
Non esistono dati che dimostrino un rischio cardiovascolare allorquando la terapia ormonale sostitutiva è iniziata in donne sane in coincidenza con l’avvento della menopausa.
La terapia ormonale sostitutiva va usata con cautela in età avanzata ed è sconsigliata in presenza di fattori di rischio e patologie cardiovascolari.

AOGOI = Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani

AOGUI = Associazione degli Ostetrici e Ginecologici Universitari Italiani

SIGO = Società Italiana Ginecologia Ostetricia

SIGITE = Società Italiana di Ginecologia della Terza Età

SIM = Società Italiana Menopausa

GOERM = Gruppo Operativo Emilia Romagna Menopausa

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