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Telemedicina: alla prova un nuovo sistema wireless Basta un "cerotto" per parlare al dottoreInvia da casa i dati vitali del malato. La sperimentazione, finanziata dall' Unione Europea, sarà condotta dalla Fondazione Maugeri di Pavia su 40 pazienti. (Corriere della sera - Salute - 16/01/2008)
La telemedicina è utilizzata da anni in strutture pilota, specie per seguire malati anziani con patologie multiple. Il sistema però ha alcuni limiti, perché la persona deve indossare, più volte al giorno, apparecchiature con fili e batterie, da connettere ad un modem o a un telefono, per inviare i dati al centro di assistenza. Per superare questi ostacoli l' Unione europea ha finanziato con 10 milioni di euro il progetto WASP (Wirelessly Accessibile Sensor Populations) e la Fondazione Maugeri di Pavia sperimenterà da gennaio un nuovo sistema di tele-controllo dei malati miniaturizzato e con rilevamento senza fili. Saranno coinvolti 40 pazienti: diabetici, soggetti con scompenso cardiaco, con problemi ai bronchi, con rischio di ricadute dopo un ictus. Il dispositivo di registrazione dei parametri significativi è come un cerotto applicato sul paziente ed è capace di rilevare l' attività elettrica del cuore, la frequenza cardiaca, la quantità di ossigeno nel sangue, la pressione arteriosa, la temperatura corporea e l' umidità della pelle. Per valutare le condizioni dei malati, si collocano in punti strategici delle loro abitazioni anche alcuni sensori che servono per registrare i movimenti dei pazienti e capirne il l grado di autonomia. I dati sulla mobilità e quelli delle analisi vengono trasmessi in modalità wireless (senza fili) ad una centralina vicina al telefono, che provvede ad inoltrarli al centro di assistenza. Spiega Simonetta Scalvini, responsabile del centro di Telemedicina della Fondazione Maugeri, cui è affidato il coordinamento del progetto: «La messa a punto del nuovo sistema di registrazione miniaturizzato è molto importante perché il paziente deve poter indossare tutto il giorno il dispositivo senza problemi, anche quando fa la doccia. Poi occorrerà testare il software della piattaforma informatica, che deve elaborare in modo intelligente decine di migliaia di informazioni». La piattaforma informatica del centro assistenza è collegata ad un call center, funzionante 24 ore su 24, affidato ad infermieri che danno una prima assistenza. Quando necessario, interviene una rete di oltre cento medici specialisti, un gruppo di ospedali e centri universitari, che possono ricevere fax, mail, video e tutti i dati delle analisi.
Roberto
La Pira |
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