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ECOGRAFIA in gravidanza: un esame ogni trimestre |
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In una gravidanza fisiologica, in assenza di patologie materne e/o fetali, generalmente si ritiene sufficiente l' esecuzione di un esame ecografico in ogni trimestre.Ognuno di questi esami si pone degli obiettivi di valutazione che sono specifici per il periodo di gravidanza in cui viene eseguito.Pertanto le informazioni che ci si può aspettare da un esame ecografico sono sempre diverse secondo il periodo di esecuzione.
L’ ecografia del primo trimestre si esegue preferibilmente tra 10 e 12 settimane. Con essa si valuta l’impianto in sede normale della camera gestazionale, la presenza e la vitalità dell’embrione, la datazione della gravidanza. Se non fosse ancora visibile l' embrione (ad esempio se si fosse in un' epoca troppo precoce della gravidanza) si misura il diametro della camera gestazionale. Se l' embrione è visibile, se ne valuta il numero (per una precoce diagnosi di gravidanza gemellare), si visualizza l' attività cardiaca ed i movimenti fetali, e si valuta la grandezza misurando la lunghezza fra i due estremi dell' embrione (CRL o lunghezza vertice-sacro). A partire dalla 12esima settimana è possibile misurare il diametro della testa fetale (DBP o Diametro biparietale). Misurato l' embrione, si confronta la misura con i dati di normalità presi come riferimento, in modo da precisare la corretta datazione della gravidanza. In occasione dell' ecografia del primo trimestre si valuta anche la morfologia dell' utero (eventuali fibromi preesistenti alla gravidanza, eventuali anomalie malformative dell' utero) e degli altri organi pelvici (ovaie). L’ecografia
del primo trimestre si può eseguire sia per via transaddominale che per via
transvaginale, anche se, per la maggior accuratezza dell’indagine, è
consigliabile l’uso della via transvaginale, più adatta a questo periodo
della gravidanza.
L' ecografia del secondo trimestre si esegue generalmente a 20-21 settimane. Uno dei motivi per cui è opportuno rispettare questo periodo consiste nella necessità, nel caso di riscontro di gravi anomalie fetali, di eseguire eventuali ulteriori accertamenti prima di decidere, se è il caso, una interruzione della gravidanza. L' obbiettivo principale di questo esame consiste nella valutazione della morfologia fetale; per questo motivo tale esame viene anche detto "ecografia morfologica". Inoltre si valuta l' accrescimento fetale ricorrendo alla misurazione di più parametri: misure della testa (diametro biparietale e circonferenza cranica), dell' addome (circonferenza addominale) e degli arti (femore e omero). Tutti i parametri misurati vengono riportati su un grafico per il confronto con le curve di crescita normali in modo da valutare la normalità dell' accrescimento fetale. Riguardo alla morfologia è importante controllare il cranio (e le strutture encefaliche) e la colonna vertebrale. Successivamente osservando il torace si valuta la morfologia cardiaca; in particolare si osservano le quattro camere cardiache (due ventricoli e due atri) e le connessioni dell' arteria aorta che trae origine dal ventricolo sinistro e dell' arteria polmonare che trae origine dal ventricolo destro. Giunti a livello addominale, si misura la circonferenza addominale e si osserva la presenza di stomaco, due reni, vescica, diaframma, profilo della parete addominale. A livello degli arti si misura la lunghezza del femore e si osservano le altre ossa lunghe (femore, tibia e perone agli arti inferiori, omero, radio e ulna agli arti superiori). Si osservano infine le estremità (mani e piedi). Quindi si valuta la quantità di liquido amniotico. A tal proposito si parla di oligoamnios quando si riscontra una quantità di liquido amniotico inferiore alla norma, e si definisce polidramnios la situazione in cui è presente una quantità di liquido amniotico superiore alla noma. Infine si osserva la localizzazione della placenta. A proposito di quest' ultima è importante valutare la distanza della placenta dall' estremità interna del collo dell' utero (orifizio uterino interno) per escludere una placenta praevia.
L' ecografia del terzo trimestre si esegue nel periodo compreso tra le 30 e le 34 settimane. Le finalità di questo esame sono la valutazione della crescita fetale, la normalità anatomica fetale. la quantità di liquido amniotico, la posizione della placenta, la presentazione fetale. La crescita fetale viene valutata misurando nuovamente i parametri misurati in precedenza. Riportando i dati ottenuti sullo stesso grafico creato nella precedente ecografia, è possibile valutare la regolare crescita fetale o al contrario diagnosticare un ritardo di accrescimento intrauterino del feto. In tal caso infatti i dati relativi alle misurazioni fetali mostreranno (in confronto alle precedenti misurazioni) un accrescimento inferiore a quello atteso. Valutata la crescita fetale, si passa ad esaminare la normalità anatomica fetale, osservando cuore, reni, stomaco, vescica e ventricoli cerebrali. Quindi si valuta la quantità di liquido amniotico, la quale è in relazione con la funzionalità placentare e il benessere fetale. Infine si verifica ancora la posizione della placenta (in particolare il suo rapporto con il collo) e quindi la presentazione fetale (cefalica, podalica o trasversale).
Quanto è stato descritto finora si riferisce al numero e tipo di esami ecografici che si ritengono opportuni (S.I.E.O.G. - Società Italiana di Ecografia Ostetrica e Ginecologica) nel controllo di una gravidanza ad evoluzione fisiologica. Altri esami potranno rendersi necessari, in qualsiasi periodo della gravidanza, in caso di patologia della gravidanza, la quale può interessare il versante materno (ad esempio: ipertensione, diabete, ecc.), o il versante fetale (gravidanza gemellare, ritardo di accrescimento, malformazioni, ecc.).
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